martedì, 26 maggio 2009

Il nocciolo della questione

Avrò mai scoperto il nocciolo della questione? Ovviamente no. Mi prodigo nel credere in una forma totalmente astratta dell'arte che mi capita sovente di non accettare o di non comprendere la realtà delle cose. Per quello mi ci vuole solo un pò più di tempo. Un'immaginario riempito, vissuto, consumato, calpestato, masticato, odiato e respirato, in un qualche attimo della tua vita, che si infrange sul muro della sua concreta costruzione. Ne subisce omissioni importanti, quasi a lasciarne solamente i tratti essenziali e riconoscibili. Si, certamente mi pongo il dubbio del cinema come una forma imperfetta di costruzione. Mi attacco a loro, a quelle immagini, per giorni, e giorni, e giorni, quasi a pensare di non essere più reale, quasi a non essere più. E' il momento in cui ogni cosa può creare ispirazione. Come una guardia che rincorre all'occorrenza l'evasore che fugge altrove. Ogni dannata azione.

Ed allora, il nocciolo della questione, dov'è? Cos' è? Forse arrivare al perfetto compromesso, forse arrivare al limite massimo, individuarlo, accettarlo, e non disperare, perchè è un mezzo, è una barca che naviga in acque sconosciute, pronta ad approdare dove trova approdo. Forse è frenare l'impulso irrefrenabile di grandezza, e di moderare, moderare, moderare, trove il giusto equilibrio delle cose, e camminare in avanti, passo dopo passo, sciogliendo tutti i dubbi, fino alla conclusione imperfetta di questa imperfetta idea.

Ho da poco appreso di dover trovare necessariamente il nocciolo, perchè mi sembra di ritrovarmi in situazioni che mi sanno di già vissuto (in fondo l'esperienza serve a quello), e risolverlo, per quello che mi è possibile. Già, sto cominciando ad immergermi sempre di più in queste acque che mi sembrano sempre tanto torbide. Ma poi mi accorgo che non è così terribile. Basta abituarsi, basta saper convivere con il torbido, e rendere tutto più nitido. Sorrido di me stesso, perchè a volte mi prendo tanto sul serio che il limpido diventa torbido in pochi secondi, a volte anche senza motivo. Ancora il nocciolo, che mi sfugge di continuo. Non riesco a mantenere la giusta concentrazione. In questo caldo torrido torinese, la questione necessita di una soluzione perfetta in grado di incastonare tutto. So che ce la farò. Ma adesso proprio no.

 Ma la ricerca mi riempie di intenti. Chi lo sa. Forse è proprio quello il nocciolo della questione.

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domenica, 24 maggio 2009

Primo giorno di picche

Ricordo che inaugurai questo blog per raccontare la gestazione-parto del film isole, da cui poi è seguito un racconto un pò più generico sulle peripezie di un cineasta alle prese col mondo (e il suo lento e inesorabile declino).

Mi ritrovo oggi a raccontare di una nuova gestazione, di una nuova fatica che sta per cominciare, e mi piacerebbe riprendere quelle spirito narrativo da diario di bordo che aveva caratterizzato i miei esordi qui sul web. A raccontare di un baraccone che si è messo in moto, con le sue complessità e le sue magiche sensazioni miste di timore e incoscienza. Lo sguardo di chi ne fa parte mi trasmette una genuina adrenalina e fiducia, e si, ho accettato, sono in moto anch'io.

Parlo di questo lungometraggio di cui non ho mai parlato ma che sta partendo, dal titolo ancora provvisorio "duedipicche", che vede il mio esordio in un genere a me poco affine, il giallo (non mi piace usare lo spocchioso americanismo "Thriller") , ma che comincio a sentire parte di me, visto che mi turba oramai da giorni e notti, e da lunghe discussioni con gli sceneggiatori Christian La Rosa e Corrado Vallerotti, da cui sta uscendo secondo me un buon film. E una produzione (la b612 di Saluzzo e dintorni) che faticosamente sta cercando di mettersi in marcia per allestire, appunto, il baraccone.

Ieri per me è stata la prima "giornata di picche". Ricordo luoghi pacifici e incontaminati, chiacchierate spiritose e interessanti e questo lungo e interminabile casting che mi ha portato (e ringrazio tutto la staff organizzativo per questo) alla visione di circa una sessantina di attori, da cui entro breve, usciranno i volti definitivi di questo film. Ricordo queste piccole ed umane e deliziose conversazioni, una ad una, davvero, è stata un'esperienza interessante. Perchè di solito i casting mi annoiano. Ma la scoperta, la ricerca, lo scambio, la semplicità, lo sguardo di ciascuno, tutto quanto, un atmosfera misteriosa e magica. E sono proprio curioso di poter lavorare con alcuni di quei personaggi interessanti che ho conosciuto, quelli che accettano la sfida con se stessi, quelli che hanno motivazioni importanti, quelli che hanno bisogno di vivere nuove esperienze, e quelli a cui intravedi dentro la passione e la voglia di metterci davvero del proprio. In un gruppo di persone la condivisione e l'esercitazione di una forte passione al servizio di un unico scopo determina i successi delle cose, della vita. E spero anche di questa nuova avventura. Piena di insidie, complessità e soprattutto stimoli, fortissimi stimoli, che travalicano ogni altra cosa. E che mi fanno pensare (finalmente, e non capita spesso) di adorare questo mestiere come la vita stessa, anzi, è la vita stessa. Perchè oramai da tempo vita e lavoro fanno parte di un unicum che si evolve e si muove nella stessa maniera, in modo indistinguibile, perchè si sono esauriti tutti i gradi di separazione. E' la vita che ho scelto da tempo, è la vita che questa società in lento declino mi vuole strappare, e vediamo, se me la strapperà. E' una sfida quotidiana. Come per tutto e tutti del resto.

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sabato, 04 aprile 2009

Maktub....life is amazing

Mi capita sovente di essere fatalista, di innamorarmi delle cose, e di stupirmi, di continuo, delle cose che non ti aspetti mai, perchè quelle che aspetti, per un gioco strano dell'ordine delle cose, finiscono per prendere strade tutte loro. Succede che sono appena tornato da un meraviglioso viaggio in Tunisia, a Sousse, a frequentare un workshop di realizazione video all'interno del Fifej, festival internazionale di cinema. Succede che mi sono riempito, e tanto, a livelli molto alti, di quel misto di incontri, persone, lingue, culture, sogni, arte. Di quella pienezza che quando torni è sempre molto difficile da gestire perchè inevitabilmente ti fa vedere tutto più vuoto. E che ti fa pensare necessariamente che vita è davvero meravigliosa e stupefacente. E pensare che nemmeno ci volevo andare. E pensare che alla fine di tutto, considero questa come una delle esperienze più curiose e straordinarie della mia vita, lavorativa e non. E torno con un riassunto di emozioni, e di sensazioni. Ancora una volta un parto, passato da ore ed ore di discussioni, di riflessioni, di venirsi incontro, di capire, e capirsi, di mondi paralleli che si incorciano, per un attimo, respirano le stesse emozioni, e poi si lasciano, con un arrivederci, chi lo sa. Perseguendo quella mia naturale inclinazione al sentire, all'assorbire, e a tradurre tutto questo marasma in immagini. A volte riuscendoci, a volte meno. Ma è il coraggio, è la sfida che questo è possibile, è la convinzione che questa è la mia strada.

Ho avuto modo di pensare al Maktub, ad un modo di dire arabo che indica il destino, il potere del fato, a quegli attimi di intensità che ti colgono, e tu sei lì, a viverli, e a sentirli, con quella voglia di pienezza che ti lascia tanti ricordi e sensazioni meravigliose. Ed un pò di nostalgia, ovvio, all'inizio della fine di un viaggio, come quello di un treno, e le sue stazioni, e quegli incontri, di cui si alimenta la tua vita, e ti fa sentire realmente vivo.

Si, ho un nuovo lavoro alle spalle. E appunto si chiama "Maktub". Il corto, della durata di 6 minuti circa, è il sunto di questo mio workshop e di questa mia breve ed intensa esperienza di vita. Ed è stato un momento per lavorare in un ambiente non mio, con una comunicazione filtrata che è divertente. Non capirsi apparentemente ma poi si, quando si usa lo stesso linguaggio delle emozioni, ci si capisce molto più profondamente. E penso a quanto sia difficile trovare la stessa pienezza e la stessa voglia di stupirsi dove vivi tutti i giorni. E penso a quanto mi piacerebbe continuare ad essere questo e a continuare a vivere questi sogni che mi stupiscono sempre di più. Mi sento di salutare i miei compagni di viaggio, quelli italiani, quelli tunisini e quelli che hanno impreziosito e condiviso fortemente con me ogni cosa.

Non so se posso metterlo in rete, visto che parteciperà a diversi festival, ma almeno per un paio di giorni mi va di farlo.

 

 


Maktub - Short Movie from rò riccio on Vimeo.

 

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venerdì, 27 febbraio 2009

E intanto....Piemonte Movie 2009

In attesa della Tunisia, in attesa di un pò tante cose e in attesa di umori migliori, vi annuncio che il famigerato ultimo mio lavoro, ovvero Rendez Vous, è stato selezionato all'interno del festival torinese "Piemonte Movie 2009", sottotitolo "Un anno di cinema sotto la Mole". Si tratta di un interessante rassegna regionale che raccoglie un pò il meglio di quanto fatto nel 2008 da parte di autori, registi e produzioni piemontesi, tra cortometraggi, lungometraggi e documentari. Si tratta di un appuntamento interessante perchè all'interno di un contesto, quello del cinema, che a Torino, per i Torinesi, non è sempre così scontato, anzi. Così come avevamo l'anno scorso proiettato Ampelman e Isole, quest'anno ci presentiamo con una sorta di anteprima, frutto di un recente lavoro di rimontaggio e colore che mi piacerebbe rivedere sul grande schermo.

Questi gli appuntamenti:

VENERDI 6 MARZO CIRCOLO  CULTURALE ANTONICELLI, TORINO dalle ORE 22.30
GIOVEDI 12 MARZO CINEMA EMPIRE TORINO dalle ORE 20.00

Ecco anche la specie di trailer che tempo fa tentai di fare:

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martedì, 03 febbraio 2009

Progetti per il futuro? Bla Bla Bla

Si, questo è un tempo difficile, bal bla bla. In questo simpatico paese in recessione è davvero complesso far partire progetti qualitativamente importanti senza arenarsi tra enti, finanziatori, non finanziatori, millantatori, cialtroni, e nani da giardino. Si, mancano i produttori, o meglio, mancano quelle figure dirigenziali in grado di appassionarsi e di condurre progetti di tipo non assistenziale (ah.....sti soldi di roma), o meglio, sono io che fin'ora ne ho visti pochi, o squattrinati peggio di me, o che fanno i puzzoni pensando di conoscere "la chiave del successo". No, non lo so. Non mi sono sbattuto abbastanza, ho sempre pensato e continuo a pensare. Mancano i soldi, questo è vero. Mancano certi orizzonti allungati, e questa è una mia mancanza. Bla Bla Bla.

Però vivo in una città dove costruiscono i "cineporto", dove produzioni locali abbandonano o si arrabbattano, dove le produzioni assistite scorrazzano spocchiose, così come spocchiose sono un pò le pretese di un sistema cinema inchinato, non so ancora a cosa.

Ma consapevole che le lamentele non portano mai a nulla, penso sia solo ora di resistere, e non fermarsi. Passata la fase (solitamente) simil-depressiva "post-film", e dunque risvegliatomi dal torpore ozioso di questi ultimi mesi, mi rimetto a lavoro, cambiando direzione, senza cambiare strada.

Il lavoro di riordino delle nuove tempeste cerebrali va perfezionato, ma forse va.

Cerco di capire che farmene degli ultimi miei 2 lavori, gli unici che considero decenti, tra rimontaggi, sottotitoli in varie lingue, spedizioni a festival, insomma, quello che non ho mai fatto fin'ora perchè sono pigro e ansioso di andare avanti. Ma ora va fatto e così sarà. Dal 20 al 30 Marzo infatti "Ampelman" e "Rendez Vous" e non so che altro, saranno oggetto di alcune serate in Tunisia, e precisamente nelle città di Sousse e Tunisi, in occasione del Festival Internazionale di Sousse. Una vetrina internazionale tra pubblico e produzioni....vediamo che succede. Racconterò.

C'è un lungometraggio in pre-(ufff)pre-(ufff)pre-produzione, legato a B612 CinemaLab di Saluzzo, ma i tempi sono ancora prematuti per parlarne, ma in cuor mio mi autoconvinco che è un qualcosa da fare e a cui affido un minimo di aspettativa per il futuro.

E ci sono i 2 corti che sto scrivendo. Ebbene si. Mi butto sulla commedia, era anche ora. Uno da realizzarsi senza tante complicazioni nel mese di Maggio, penso a Torino, e l'altro, e questa è la notiziona, da realizzarsi ad Hong Kong, giugno-luglio, dove il mio caro amico-imprenditore-pappone "Mago Merlone" si accinge a farmi da producer. Film ovviamente in cinese. Ma all'italiana. Ci sarà da divertirsi.

E allora, che dire? Sono le attese che ti fanno andare avanti, che altro devo fare? Se mi guardo attorno vedo depressione, che mi contagia, mi spinge altrove. Non so se sia il caso andare altrove, ancora no, provo a resistere., o sono pigro per muovermi. Ma comincio a riflettere, perchè si comincia a sentire il peso della recessione...ma la cosa, al momento, non mi terrorizza più di tanto.

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mercoledì, 28 gennaio 2009

Succede che...

Succede che passano più di tre mesi dall'ultima cosa scritta qui dentro...

e che ti fermi per un pò, a trascorrere il tempo in modo differente.

Succede che ti riscopri uguale, e diverso, ed in questo diverso riparti da zero per una nuova avventura.

Succede che attendi una molla casuale che ti faccia risale subito in sella, e riprendi la marcia.

Ecco, le avventure di un povero cineasta, combattuto tra se stesso e tra le cose che sembrano ispirarlo, e infine tra i mondi infiniti e paralleli che sembrano tirarlo un pò tutti dentro, come un buco nero nel quale riporre aspettative, e dal quale spesso non si può più uscire.

Succede che ti rimetti a sedere, a sentire. Scorrono gli eventi, e li afferri solo una parte, come le idee, che sembrano svolazzare via subito prima di scomparire.

Succede che il povero cineasta si è per un attimo fermato, per capire quello che è necessario fare ora, in questo simpatico paese in recessione, che sembra rallentare proprio tutto.

E succede che il cineasta dica: "si, mi piace questa sfida, è ora di ricominciare".

Si, mi sono soffermato a sentire, e a capire come ripartire. E mi pare di sentire che un nuovo lavoro sia in fase di elaborazione. Come al solito un parto complesso, uguale e diverso da quello che è stato sin'ora. Finchè si avrà qualcosa da sentire, e da desiderare, mi pare sia cosa saggia e giusta perseverare.... è dura, eppur si muove...

 

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venerdì, 24 ottobre 2008

Il pensiero non è mai unico

Distratto dagli eventi della vita, mi sono così accorto che il mio personale appuntamento con questo blog si è un affievolito. In realtà non avevo gran che da dire, in realtà non so bene se quersto blog sia adatto per scrivere certe cose, e in realtà sto cercando di capire che ne sarà di questo film che non ho ancora idea se sia stato preso o meno al TFF di quest'anno, e forse in merito devo dire di aver un pò peccato di presunzione. Difatti, ho legato l'uscita a questo evento, in una sezione, quella di Italiana.Corti, abbastanza complessa e ardua per questo festival, abiutati forse a ben altri budget e case di produzione. Avrei potuto partecipare ad una sezione minore, la Spazio Torino, però non mi andava, perchè ci ho speso un sacco di soldi, perchè per me non era una vetrina poi così importante, perchè, ripeto, sono presuntuoso. Probabilmente si, la presunzione e  la cocciutaggine è una cosa che mi ha sempre fatto guadagnare e perdere tante cose, ed ora, che fingo di legare il mio futuro professionale agli sbocchi di questo dannato corto, che poi dovrebbe diventare un film, che poi....uff.....mi sento di non aver fatto abbastanza. La vita mi richiede concretezza, e così mi sto perdendo negli anfratti più assurdi di questa simpatica Torino. Forse ho bisogno semplicemente di nuove idee e nuovi slanci, perchè la vita randagia dopo un pò ti distrugge, e così, in questi anfratti, riesco a riscoprire la dimensione umana, la società civile che avevo così perduto in tutto questo tempo, stupidamente legato ad una dimensione spirituale, riflessiva, interiore, che a dire la verità, (a)non mi porta a un cazzo, (b)è distante dalla realtà e quindi non immediata, (c) mi fa essere distante dalla realtà.

E così, quello che sembrava essere un pensiero unico del divenire, è esploso, come dopo l'impatto di una boccia di vetro a terra, ed ora si è sparso, appunto, tra questi anfratti, fatte di tante cose, belle e brutte. Perchè mi piacerebbe cominciare ad avere una vita dignitosa e serena, che fin'ora mi è stato difficile fare, perchè comincio a perdere un pò la pazienza nelle cose troppo lente, perchè comincio a non capire cosa diavolo fare, e soprattuto perchè farle. Ecco mi sono posto per la prima volta il perchè una persona dovrebbe fare cinema, così come lo intendo io. E non mi sono dato una risposta concreta. Perchè anche questa è una forma di presunzione. Comunicare il tuo sguardo attraverso la finzione è una forma, se vogliamo un pò raffinata, di presunzione, ma lo è e basta. E forse mi sono stufato, forse non mi sembra di aver raggiunto i risultati sperati, forse dovrò aspettare e faticare ancora, o forse ho già aspettato e fatica abbastanza da essermi stufato. Forse, come il personaggio di Rendez Vous, sto aspettando qualcosa, e mi sto perdendo da qualche parte. E soprattuto mi sono accorto di una cosa: ora ne sono sono sicuro, Rendez Vous ha predetto come sarebbe stata la mia vita nel breve termine.

Dunque ora, in attesa (oramai è imminente), di un responso (probabilmente negativo) dell'alta corte di Moretti&Co (anche se non me ne frega più nulla), raccolgo i numerosi frammenti persi per terra, e li ricompongo, un pezzo alla volta, sperando di raggiungere nuovamente quel pensiero unico, più forte e più determinato, che forse in fondo non ho mai avuto.

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sabato, 06 settembre 2008

Punto e a capo

Il tema del "dopo" è un qualcosa che ho già affrontato tempo addietro, se non sbaglio dopo la "prima" di ISOLE.  E' una sensazione che avverto spesso, dopo tanto faticare per un obiettivo che porti a termine. L'ho avvertito dopo le riprese del film, ed ancora una volta, ora, dopo aver finito il montaggio, con quella copia in mano. E dopo la frenesia, l'adrenalina, il muoversi più o meno razionalmente qua e là, che ti accorgi che, alla fine di tutto, ti è rimasto un vuoto dentro. Perchè dopo mesi e mesi quel che ti rimane è un "punto e a capo". Si, daccordo, c'è un espereizna in più sulle spalle, c'è un film tanto voluto e che ora lascio a me il compito di utilizzarlo, il compito di "farlo vedere", ovvero il fine ultimo di tutto questo "muoversi".

Si, punto e a capo, ancora una volta, nelle personali spossatezze e nel voler, irrimediabilmente, ricercare dentro e fuori le motivazioni e le sensazioni che mi portano all'inizio di una nuova avventura. Comincio a sentire il suono delle sirene su questioni accantonate da tempo, a cui sto rimettendo mano, perchè è forte la volontà di ricominciare a puntare dritto al prossimo obiettivo. E il vuoto di cui parlavo, alla fine di un viaggio, forse è proprio questo.

Si, sono ritornato a scrivere, nell'attesa di un qualche riscontro del lavoro appena svolto, perchè voglio essere sempre pronto, perchè le attese mi struggono, perchè è ora di affrettarsi al raggiungimento di traguardi importanti, e perchè ho notato che lasciarsi trascinare dalla malinconia del"dopo", è l'esperienza più faticosa da sopportare, e da superare.

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lunedì, 01 settembre 2008

Prima, durante e dopo

Si sono concluse le fasi preliminari del montaggio necessaria per la spedizione della copia del film per il Torino Film Festival. Ora si tratta di aspettare una risposta, e nel frattempo procedere con i perfezionamenti. In primis la color correction, fatta solo in modo molto parziale ma che necessita di un restyling definitivo generale. E poi qualche aggiustatina sull'audio, che però questa volta, a differenza delle altre, parte da un livello molto molto alto. Detto questo il lavoro legato a questa prima porzione di film può considerarsi concluso. Se il "prima" e il "durante", bene o male appartengono già al passato, a parte gli strascichi contabili ancora in sospeso (ho dovuto anche imparare a badare al lato burocratico del film), penso di essere entrato prepotentemente nella fase del "dopo", che ogni volta è una bella incognita.

Nell'attesa di organizzare il festone con la proiezione del film si tratta ora di organizzare una strategia furba per capire un pò che farsene di questo film e della mia vita professionale. Domande senza risposta.

Nel frattempo mi concedo un pò di riposo dopo mesi e mesi a rincorrere il tempo e gli eventi, e soprattutto ringrazio il mitico "utente anonimo" che da un pò mancava su questo blog, che continua, nonostante l'età preoccupante e i fallimenti di una vita spesa probabilmente male, a sofgare la propria frustrazione qui dentro, costringendomi a moderare i commenti dei post...vabbè, pazienza...

Ritornerò con delle news...speriamo...

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martedì, 19 agosto 2008

Prove di locandina - Che ne dite?

locandina copy

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