Con oggi si conclude la 2 giorni di full immersion dedicata al Nonno, una delle figure più simpatiche e strane del film. Come al solito giornate incredibilmente faticose. Dall'esterno il cinema ha un certo fascino, anche se a me questo fascino non mi ha mai colpito come per una semplice infatuazione. Se uno pensa al cinema pensa a qualcosa di fantastico e sublime, come a tutte le arti. Ma come per tutte le arti dietro c'è qualcosa di tremendo, di faticoso, qualcosa che ti prende dentro e che devi saper controllare, qualcosa che chi non ha mai avuto modo di avere a che fare con su un set non può capire. Basta guardare la faccia del regista, a fine riprese, e si capisce tutto. O le facce di quelli che sbaraccano tutto. Per me il set è una sofferenza. Eppure non vedo l'ora di essere lì, sul campo di battaglia, a lottare contro il più grande dei nemici, il TEMPO

e qualche volta, soprattuto per questo film, IL SOLE, che va e viene, o si nasconde, o ti picchia forte, o se ne scappa dietro le montagne lasciandoti al buio. E' la lampada più potente, più complessa, e più stronza.
Ci sono dei tempi infiniti, per la cura dei dettagli che non finiscono mai. Il gusto dell'imprevedibile, che ti accresce, sempre. Sorrisi, facce tese, tensione, ansia, fretta, urla, tanto, troppo. Prepari per giorni e giorni quello che si consuma in un solo giorno, di sofferenza e imprevedibilità. Solo lì, ti accorgi di quanto è duro questo mestiere, al di là di ogni ragionevole e spocchioso fascino. E solo lì capisci veramente quanto sei disposto a rinunciare della normalità per un qualcosa che non si sa dove ti porta.

Da sinistra a destra / Left to right: Panasonic AG DVX-102B, Paolo Chiambretto, Rocco Riccio
Manca poco gentili visitatori., molto poco. Sfoglio le pagine della sceneggiatura, e tutto è sempre più tramutato in immagini e parole. La magia del cinema, in fondo è quello di vedere materializzato su uno schermo, un qualcosa che tempo prima, innoquamente, hai deposto con pazienza e incoscienza prima dentro di te, poi su gelida carta. La carta non ha dimensioni. E vedere delle parole trasformarsi e prendere vita, come lo scenziato di Frankestein, è quel qualcosa per cui alla fine di tutto, sei disposto a sacrificare tutto te stesso.

La troupe e la gru / Crew and crane
Queste due immagini del set sono tratte dal blog di Antonio (http:\\ancatdubh.splinder.com), che ringrazio.













C'è chi fa la pausa caffè, chi fa la pausa pranzo, chi fa la pausa sigaretta. Noi riusciamo a fare pausa con un altro lavoro. In questi giorni infatti sono e siamo un pò (tanto) impegnati nella realizzazone del famoso OFF (orbassano Film Festival) . Questo ci ha fatto prendere una pausa dalle riprese e dalle prove, anche se non tanto lunghe. Tempo permettendo sono previste riprese al solito Parco Ilenia Giusti Sabato 21 e Domenica 22 Ottobre, mattina e pomeriggio. Speriamo così di concludere la parte del film dedicata al parco visto che siamo ad ottobre e comincia ad intravvedersi l'autunno.