mercoledì, 28 febbraio 2007

Ringo

Questo post lo dedico a qualcosa che non fa parte del film.

Quando, in un futuro, ad una certa età, mi verrà chiesto che cosa mi ricordo del paese dove sono cresciuto, rimarrò un attimo in silenzio a pensare. Alcuni luoghi particolari, i film che ho fatto, le persone che ho incontrato, gli affetti più cari, i posti imboscati con le fanciulle da adolescente e poi, quando si è via via cresciuti, tutta una serie di personaggi che inevitabilmente vengono a far parte del tuo microcosmo. Ogni paese ha i suoi personaggi. Una volta ho scritto un racconto su un personaggio che è e rimarrà sempre nella mia memoria. Quando qualcuno mi chiederà di ricordare qualcosa del paese dove sono cresciuto, risponderò: RINGO.

Ringo è un personaggio che ho raccontato in un racconto pubblicato su  scrittura virtuale.

Ringo era un personaggio reale.

Ringo è morto proprio due giorni fa, aveva 67 anni.

Me lo ricorderò sempre con il suo cappello nero in testa e quel senso di solitudine, inquietudine, e simpatica goffaggine che generava al suo passaggio, nel suo perenne stato di ebrezza, che forse era la sua normalità. Spesso in giro con la sua bici, barcollando per la strada, con il rischio di essere investito. Spesso in strada, da solo, a borbottare ai quattro venti quel che gli passava per la mente.

Sui manifesti funebri ho scoperto il suo vero nome, ma non importa. Lui era e sarà sempre Ringo, un personaggio che rimarrà nella mia memoria, che inconsciamente ho celebrato in uno dei suoi racconti, di cui lui saprà mai di esserne protagonista.

                                                              

Pace all'anima sua....

Scusate la divagazione

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venerdì, 23 febbraio 2007

Quel fesso dello sceneggiatore

Domani nuova sessione di doppiaggio, che per alcuni è anche la prima e ultima sessione. Piano piano ci stiamo dando un ritmo di lavoro per arrivare all'obiettivo 14 Aprile. All'inizio si parte molto lentamente, ma poi la paura di non arrivare prende il sopravvento e ti da una grossa mano. Sto cominciando a vedere il montaggio di Oddenino, e devo dire che mi convince molto. Soprattuto mi convincono quei tagli netti ai dialoghi e a cose che io, da dentro, non riuscirei a fare perchè mi piangerebbe il cuore, sapendo la fatica fatta per realizzarli. Le scene cominciano a snellirsi molto, a togliersi quella pesantezza dei dialoghi che quel fesso dello sceneggiatore ha mantenuto convinto delle sue idee. Ma quel fesso dello sceneggiatore si sta convincendo che poi, a conti fatti, con tutti i tagli dovuti, le scene sono più godibili. E questo è il motivo per cui è fondamentale che lo sceneggiatore non coincida anche con il regista, il produttore e il montatore. Ne esce un disastro. Il giudizio degli altri è fondamentale. Bene. Aspettiamo di avere le sequenze consecutive di scene in modo da poter anche fare delle valutazioni sul ritmo generale del film, cosa che tutt'ora non possiamo fare. Va bene così. Lavoriamo.

Alla prossima

 

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mercoledì, 21 febbraio 2007

Audio

Rispondo ad uno degli ultimi commenti, riguardo al montaggio. Innanzitutto per fare un buon doppiaggio occorre un locale idoneo, ovvero un'area insonorizzata, senza rumori estranei provenienti dall'esterno, e soprattuto che non crei riverberi o altre porcherie del genere ai rumori che vi si producono all'interno. Noi abbiamo utilizzato la sala prove del Sonic, il centro musicale di Orbassano, che ringrazio. La stranza è piccola, ma perfettamente allestita per un acustica ideale per i musicisti. La pareti sono rivestite di quel materiale "piumoso" di cui non so il nome, e l'audio all'interno è molto particolare. Basta semplicemente chiacchierare in quella stanza o appena fuori e ci si rende conto di cosa vuol dire la differenza. Per la parte tecnica l'ultimo post è abbastanza esaustivo. Il risultato è un audio molto pulito, pure troppo. Quel troppo significa che bisogna sporcarlo. Non so se vi è mai capitati di sentire i film stranieri in lingua orignale. Se con il DVD cambiamo la lingua dall'inglese all'italiano notiamo la differenza. In Italia i film vengono tutti doppiati. Questo ci permette di avere i miglior doppiatori del mondo, e molto spesso di migliorare dei film che in lingua originali non sono così caratteristici. Basti pensare a chi ha doppiato Rocky, ovvero Ferruccio Amendola (che ha anche dato la sua voce al genio Roberto De Niro, ndr), oppure Russel Crowe ne "Il Gladiatore", o Tom Cruise. Le voci contribuiscono a un buon 30% del valore del film.

La cosa che notiamo però di più è che in lingua originale l'audio è estremamente più sporco. Macchine,brusio, voci in lontananza,ecc... L'audio si registra in presa diretta, come abbiamo fatto noi, e poi viene mixato e rielaborato in studio. Il doppiaggio ricrea tutto. Ma soprattutto le voci. L'audio è molto pulito, ovattato, silenzioso. Sembra che ogni volta che hanno girato non ci fosse nessuno per chilometri. Ed io che per ogni giornata di riprese ho imprecato contro qualunque fonte di rumore.....

A me personalmente piace molto l'audio "sporco". Il mondo è rumoroso, bisogna considerarlo. Ecco perchè dopo la nostra registrazione di tutte le voci, mi metterò a campionare tutto l'audio di sfondo che servirà per sporcare l'audio dei diloghi. Audio d'ambiente (il fruscio che esiste nella stanza silenziosa, che quindi non è poi cosi silenziosa), i rumori di scena (passi, porte che si chiudono, ogni cosa che prima "faceva rumore", rumori esterni del mondo, uccelli, macchine, tutto.

In doppiaggio non solo verrà sincronizzata parola per parola, ma ci saranno apposite tracce audio che si aggiungeranno alla sola e triste traccia dei dialoghi. Il risultato è quello di un audio versomile, artificiale, ma sempre verosimile.

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domenica, 18 febbraio 2007

Nella vita si imparano sempre cose nuove

Dunque, come già annunciato, ieri prima giornata del tanto agoniato doppiaggio. E devo dire, che ancora una volta, è bello stupirsi di come nella vita si imparano sempre cose nuove. Non avevo mai fatto del doppiaggio prima d'ora, né personalmente né nella direzione del doppiaggio. E' un lavoro strano, molto più soft, penso abbastanza divertente per un' attore, un pò meno per me quando devo acquisire e sincronizzare in doppiaggio parola per parola.

Come abbiamo lavorato: in questi giorni mi scervellavo a pensare a come si potesse fare un doppiaggio decente senza metterci troppo tempo. Vedevo le scene e mi immedesimavo nell'attore, a dover seguire il proprio labiale. Cominciavo a disperare. La prova di ieri mi serviva anche per capire quanto tempo ci si poteva mettere per doppiare tutto quello che c'è da doppiare.Poi un giorno mi sono messo a fare delle prove personalmente su una scena e a fare esperimenti. Qui ho capito che era più veloce ed efficate lavorare in questa maniera: un monitor mandava in video le immagini già montate della scena, e in cuffia passava l'audio pilota della camera che saggiamente abbiamo registrato durante le scene. Su un asta microfonica davanti ad ogni attore il microfono, che poi è quello che abbiamo usate nella presa diretta di tutto il film, ovvero il fantastico Sennheiser M66 con capsula K6, collegato alla mia camera, la Panasonic DVX102B, che è quella che abbiamo usato nel film, che registra l'audio in 48KHz, ovvero con la qualità del Dat. A dire la verità ascoltando l'audio registrato con il Dat, quello su Hard disk e quello in camera, l'audio migliore per me è quello della camera. Detto questo ora la questione era: come gli attori potevano parlare su loro stessi? Non so come lavorano altri, ma io ho deciso di lavorare usando la tecnica del "traduttore simultaneo". Ovvero: l'attore ascolta la sua voce e durante l'ascolto replica esattamente quello che sta ascoltando, proprio come fanno i traduttori in simultaneo, che mentre ascoltando già traducono, ma nello stesso tempo contunuano ad ascoltare. Questo permetteva di avere ogni battutua con la stessa velocità e la stessa intonazione ascoltata 1 secondo prima. 

La cosa  ci ha permesso di doppiare una scena in davvero pochi minuti e con un risultato davvero soddisfacente. Non mi aspettavo di riuscire a farlo. Quindi sono state doppiate più scene. Alla fine di tutto sono molto più sollevato. Il lavoro è molto più agevole di quello che potessi aspettarmi. Ci sarà da lavorare un pò di più in montaggio per la sonorizzazione generale del film e per la sincronizzazione, ma prefersico così.

Nella vita si imparano sempre cose nuove.

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giovedì, 15 febbraio 2007

Ansia e Doppiaggio

Cosa raccontare di queste fasi meno note e forse più noiose, o meglio, più ansiose, legate alla post-produzione del film. Niente. Ripeto, grande ansia. In fondo questa scadenza mortale che pende sulla mia testa la sento sempre più pesante. Il lavoro è immenso. Nonostante io abbia assorbito abbastanza bene la morte del contenitore del film, audio, video e montaggio annesso, comincio a rammaricarmi del fatto di impiegare tutto il tempo che resta a rifare cose che erano già state fatte.

E' arrivata l'ora di cominciare il doppiaggio del film, una cosa a me abbastanza sconosciuta, che dovrò imparare a fare. Mettiamola così, è una cosa nuova che si apprende. Tutta esperienza, come dicono i saggi. La cosa però mi rode abbastanza, perchè è abbastanza complicato ottenere un risultato accettabile. Mi dispiacerebbe avere l'effetto doppiaggio tristezza dei film anni 70 fuori sincro. Però, i mezzi sono quelli che sono. Ma non voglio partire sconfitto. Sono fiducioso. Sabato primo appuntamento con la prima sessione. Vi racconterò come e cosa è stato fatto.

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sabato, 03 febbraio 2007

Due mesi

Dopo aver dato una scadenza precisa, cosa che può sembrare una cazzata in quanto il lavoro non è ancora concluso, sono sicuro che il lavoro che ci rimane sarà fatto più velocemente. E' importante avere quella linea di confine che ti impone un'accelerata alle cose.

Poco più di 2 mesi dunque. Due mesi per montare (e su questo Dario è già a lavoro), doppiare alcune parti, e girare qualche cosuccia lasciata in sospeso. Di tempo ce n'è davvero poco. Ma dedicherò tutto me stesso e farò in modo che tutto sia fatto come dev'essere.

Durante le acquisizioni delle cassette sto rivedendo quello che è stato fatto. Ci sono tante cose che avrei fatto diversamente. Sono quelle cose a cui uno pensa dopo.

A partire da Marzo ci sarà unìimpegnativa campagna promozionale. Anche questo porterà via tanto tempo. La pubblicità e fondamentale. E dalla pubblicità che si determina la riuscita di un film. Un film può piacere o meno, ma se è visto da tanta gente è già un successo la cosa stessa. Il problema è come far venire a vedere il tuo film. Non sono la Filmauro, non sono la Medusa o la Warner, ma nel nostro piccolo ci proviamo, come dimostra l'esistenza stessa del film e della nostra intraprendenza. Da qualche parte tutti devono cominciare, no?

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