No, non mi stanno aspettando giornalisti, fotografi e fans davanti al tappeto rosso sotto i Leoni d'oro del Lido, e non penso ciò accadrà mai. Però quest'anno, a differenza di altri anni, vado al Lido con qualche intento. Innanzittutto assieme a Tommy, compagno di merende in radio, faremo interviste ad attori e registi, e a chi riusciamo a pizzicare. Poi devo in qualche modo farmi cagare da qualcuno, e dunque, armato di DVD, sarò lì a mendicare come fanno tutti alla ricerca di un non so chè. A me da fastidio mendicare. C'è gente che lo fa molto meglio di me, però non ha un tubo da presentare.

E dunque da Lunedi 3 a Sabato 8 vedremo che ne sarà. Innanzitutto non cadrò in depressione come altre volte. Si respira aria di cinema, tanta, e tanta aria di cazzeggio. Il cinema in Italia è ancora un mondo snob appartenente ad una qualche casta intoccabile. Però il fatto di andare quest'anno con la consapevolezza di aver portato a termine qualcosa, mi risolleva un pò.
Quando vai ad un Festival del genere ritorni vuoto, a meno che non abbiano proiettato un tuo film. Ma l'eventualità per ora è assai lontana. Mi tocca mendicare, il Mercante di Venezia, magari.
Inoltre parteciperò, accreditato come Regista, al Venice International Short Film Festival, un festival internazionale di cortometraggi. Qui avrò accesso agli incontri di mercato veri e proprio con produttori e distributori. E' un contesto più piccolo ma ugualmente importante. Anche lì mercanteggiamo. Che noia.

Mi trovo sempre più in difficoltà a scrivere qualcosa di inerente al film su questo blog. A film concluso, diventa quasi solo cronaca. Dove si proietta, quando e perchè. Una volta c'era solo il blog Titobros, prima ancora che esistesse il sito ufficiale. Da quando è iniziato ISOLE non l'ho praticamente più aggiornato. Ora che si è concluso il film (anche se poi l'esperienza distributiva non è mai davvero partita), mi sembra anche ovvio avere cose da dire su quello che sarà nei prossimi mesi, di parlare di "altro". Dopo un anno e mezzo posso dire di aver concluso la parte narrativa di questo mio primo film. Tanto è stato detto. E devo dire che mi ha fatto anche tanta compagnia. Così come coloro che di tanto in tanto lasciano qualche commentino. Certo, continuerò comunque a scrivere ogni cosa futura che riguarda ISOLE (perchè ci saranno ancora molte cose che seguiranno)...
Ma sto risistemando il vecchio blog. E' un pò come ristrutturare una vecchia cascina per metterla a nuovo. E dunque a breve mi presenterò con una nuova veste, nuove cose da dire, tralasciando (anche se con un pò di rimpianto) questo mio dierietto con cui alcuni mi hanno conosciuto.
Qualche mese fa, prima di perdermi nel clima vacanziero, ho fatto un nuovo trailer, che da poco ho messo nella home del sito Titobros (a cui ho dato una ritoccatina che mancava da tempo). Magari chi ha voglia ci dia un'occhiata. E questa volta ci sono anche le voci....pensate....
In più c'è in rete il nuovo sito della prossima edizione dell'OFF, (8-14 Ottobre 2007) oramai alla Terza Edizione. Quest'anno il Festival proporrà i consueti cortometraggi, documentari, videoclip, e da quest'anno anche i Lungometraggi. Il sito è in fase ci aggiornamento, ma si possono già trovare bando, regolamento ed entry form di partecipazione. Mi raccomando spargete la voce per coloro avessero un lavoro da mandarci.
Vista l'ultima volta che ho scritto mi sembra doveroso scrivere qualcosa, ma non so bene cosa. Questo posto è stato per un anno e mezzo la mia "casa telematica", un luogo dove potevo dire qualunque cosa, anche se dovevo sforzarmi di misurare bene le parole, e discutere di cinema e delle cose che abbiamo fatto in tutto questo tempo. Un blog legato a un film che si è concluso, dal punto di vista tecnico, e si è solamente in parte diffuso. Qui sta l'elemento di difficoltà. Fai una cosa, e poi? E poi, non si sa mai cosa ci sarà poi. Ora mi trovo ad affrontare da una parte l'obbligo di andare avanti, come è giusto che sia nella vita; andare avanti è sempre più complicato in questo mestiere, ma smettere è ancora peggio. Andare avanti ti da quella consapevolezza di un divenire, di un essere che si costruisce giorno dopo giorno, di un qualcosa che non sai mai a cosa porterà, ma sei forte, affascinato proprio da quel qualcosa che non c'è, e che stai creando tu, con le tue mani. Mi siedo ad un tavolo, davanti ad un freddo pc che mi guarda con compassione. -Povero fesso- lui pensa. Apro le mie pagine. Sceneggiaturine qua e là che non ho mai davvero troppo apprezzato fino in fondo. Cancello e riscrivo, poi ricancello, ricerco in foglietti minuscoli pezzi di frasi che a volte ti escono nei momenti meno opportuni. Sono idee e parole che non puoi lasciarti sfuggire. Le parole sfuggono, e scompaiono per sempre. Le devi catturare, da qualche parte, con qualunque mezzo, prima di non ricordarle più. O se ritornano, non sono mai le stesse. Sono cambiate. Amalgamo tutto, cercando di mettere tutto al suo posto, ma non c'è un ordine, non c'è una cosa esatta, non c'è niente di niente. Mi perdo per un attimo in altri pensieri, altri problemi. Non fa bene pensare troppo al proprio futuro. Quindi ritorno a lavorare, devo farlo, per non pensare troppo a quello che è stato fatto. E mi rassegno a rimanere un quel limbo d'inquietudine che solitamente riserva un posto per me quando mi capita di lavorare, davanti al Pc, a tu per tu con me stesso, alla ricerca di un qualcosa, di una parola, di un'immagine, di una qualunque cosa in grado di sciogliere questa matassa informe che è mio dovere sciogliere.