martedì, 27 novembre 2007

Le giornate del Torino Film Festival

Tanti bei film in scena qui a Torino. Davvero massiccia la partecipazione. La scommessa di Nanni Moretti sembra vinta. Ecco di seguito qualche parola sui film visti di recente.

-”Lascia perdere Johnny” di Fabrizio Bentivoglio.

Locandina Lascia perdere, Johnny!

In una Caserta anni 70 si raccontano le gesta di Fausto, un ragazzo che sogna di fare il musicista e che lavora saltuariamente per l’Orchestra Falastro. L’incontro con il maestro Augusto Riverberi, gli darà modo di fare una tournee estiva e di percorrere quella strada tanto auspicata. Al di là della trama, che vengono spesso molto banalizzate (visto che in fin dei conti, la trama, non è così essenziale) risulta divertente e apprezzabile l’esordio alla regia dell’attore Bentivoglio (rcentemente visto in “Ricordati di Me” di Muccino), con un bravo Antimo Merolillo, alla sua prima apparizione, un’Eduardiano Tony Servillo, e una sempre splendida Valeria Golino. Atmosfere un pò surreale, film davvero godibile, che uscirà a breve nelle sale distribuito da Medusa. Voto 7.

 

-My Blueberry Nights di Wong Kar Wai.

 Locandina Un bacio romantico

Che dire? Non lo so. Ci sono certi film che ti entrano dentro, ti devastano per la sua bellezza, per la sua poesia e per la potenza dell’immagine, tutti ingredienti che stanno alla base di un capolavoro. Ebbene questo film lo considero un vero modello di perfezione del cinema. Wong Kar Wai, con le sue storie poetiche e surreali, mette in scena un road movie lungo gli Stati Uniti che è puro incanto. Prima pellicola per il regista di Hong Kong negli stati uniti. Ci sono tutti gli ingredienti della sua poetica vista nei suoi precedenti lavori (In the mood for Love, 2046, The Hand), fotografia inarrivabile, atmosfere soffuse e piacevole che per astrarre i personaggi ad un piano superiore. Bravi Jude Law, assolutamente fanstastica l’esordio come attrice di Norah Jones, e veramente bellissime Natalie Portman e Rachel Weisz. Non so che dire. Puro incanto. Voglio rivederelo presto. E’ un film che rientra nella mia top ten di sempre. Voto 10+++

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domenica, 25 novembre 2007

Il Festival di Nanni

E’ iniziato ufficialmente il tanto atteso Torino Film Festival firmato Nanni Moretti. Come nelle mie precedenti esperienze mi sono armato di accredito press, grazie alla radio per cui collaboro, Radio110, su cui faccio uno speciale sul festival. Frequentare Torino in modo così viscerale è una cosa che non ho mai fatto. Rischia anche di piacermi.

Da dove inizio? L’edizione nasce sotto il segno della pioggia e una sfida, ovvero quello di mettere il TFF, giunto oramai alla sua 25ma edizione, in una posizione di rilievo tra i festival del cinema più importanti d’Europa. La prassi è la solita. Sveglia al mattino presto, un’oretta di autobus circa, e film, tanti film, intermezzati dalle solite code agli ingressi. La collocazione delle sale non è comodissima, la capienza nemmeno. Il Massimo, e il Greenwich sono abbastanza vicini e in zona via Pò, mentre l’Ambrosio è davanti a Porta Nuova. Quindi sbattimento di 20 minuti di corsa tra una sala ed un’altra per arrivare in tempo. Per ogni film che ho visto ho sempre fatto una gran coda. A differenza degli altri anni c’è veramente un sacco di gente. Nanni è raggiante e cazzeggia regolarmente davanti al Massimo durante il pomeriggio. E’ molto disponibile e non è difficile avvicinarlo. In settimana ho un’intervista programmata con lui.

Per la cronaca ho avuto modo di vedere i primi 2 film in concorso. L’americano “The Savages” di Tamara Jenkins, che poi era anche il film di apertura, e il norvegese “L’arte del pensiero negativo” di Bard Breien, ovvero autori di cui ignoravo l’esistenza, come per il 90% del programma del Festival. Proprio per questo la cosa mi piace.

The Savages appare come un film americano indipendente nel suo modo di raccontare storie di vita. Nella fattispecie si affronta il tema della malattia e degli ultimi giorni di vita di un padre incapace di badare a se stesso vista dai suoi 2 figli, due drammaturghi di teatro, ognuno con le proprie paturnie esistenziali (lavoro, relazioni sentimentali,ecc). Un film agrodolce che affronta un tema complesso con sprazi di sottile ironia, ottimanente interpretato da Laura Lynney e Philip Seymour Hoffman. Pur essendo americano ha molto di quello spessore introspettivo tanto caro a quello italiano ed europeo in genere. Profondo e sincero. Voto 7+.

Il secondo film, si tratta di una incredibile dark comedy norvegese dal titolo originale “Kunsten A Tenke Negativt” ovvero “L’arte del pensiero negativo”, diretto dall’esordiente Bard Breien. Un film fantasticamente ironico sulla disabilità, vista dai disabili stessi. Un disabile costretto sulla sedie a rotelle isolato e depresso. Un gruppo di sostegno che fa a casa sua uno stage di riflessione intensivo sul pensiero positivo di ventiquattro ore. Ma qualcosa va storto e il disabile suddetto continua imperterrito a illustrare il suo pensiero negativo e la cosa gradualmente trascina tutti in un tunnel di angoscia e disperazione che finirà solo quando, all’alba del giorno dopo, la luce porterà un flebile bagliore di speranza. Un film che ricerca in modo chirurgico, sarcastico e crudele la compenente più profonda del pensiero negativo che aleggio dentro ognuno di quei disabili in scena, smettendo di cercare di essere perfetti e di farsi compatire. Solo dal fondo del fondo si riemerge e ci si accetta. Un film intelligente, che ricorda film importanti scandinavi legati al “Dogma” di Von Trier.  Una piacevole scoperta. Voto 8+.

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venerdì, 09 novembre 2007

Ampelman - Foto

Direttamente dall'album fotografico di Donty, vi mostro ancora qualche foto dal set di Ampelman.

 

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mercoledì, 07 novembre 2007

Ampelman - parte 2

Dove eravamo rimasti? Sono troppo pigro per andarmi a leggere tutto il post precedente.

Vi avevo parlato di foto. Vi faccio vedere un esempio di un' immagine ripresa così com'è, senza filtri e quant'altro, e un frame catturato dalla telecamera più o meno nella stessa ora di luce e nello stesso luogo.

Come si può notare c'è una notevole differenza, e questo colore surreale giallastro mi piace tanto.

Per la cronaca ho quasi finito di montare tutto. Mi manca la voce araba fuori campo, che devo ancora registrare, inserire i sottotitoli una revisione all'audio e la divertente color correction. Ho finalmente definito la colonna sonora, 2 musiche turche fantastiche che ho recuperato nei miei soggiorni berlinesi e che conservavo da tempo immaginando le scene di questo corto. 

Inserisco alcune catture fatte durante l'acquisizione delle immagini.

    

Ed ecco alcune foto di scena della nostra Heidi.

Umbi e il carrello

Il tunisno tamarro

Momenti di discussione

Silouette

Ultime prove con gli attori prima di girare

Il regista che passeggia tristemente da solo

L'ennesimo Ciak della giornata

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lunedì, 05 novembre 2007

Cronaca di un set - Ampelman Parte1

Dunque un'altra fatica è stata compiuta. Ampelman esiste. Lui non lo sa ancora perchè è ancora dentro quei nastri che lo racchiudono, ma a breve, come fa di solito uno scultore davanti ad un grosso blocco di marmo, verrà scolpito, e dai colpi uscirà una materia con una forma e una sostanza ben precisa.
Innanzitutto cito coloro che vi hanno lavorato, che ringrazio: Cecilia Ropolo in produzione, Umberto Costamagna in fotografia, Enrico Schenardi Operatore Camera e Steady, Federico Bava regia attori, Tommaso Caroni aiuto regia, Cinzia Borla trucco e audio, Paolo Nava audio, Elena Gianni assistente produzione e runner, Dario Oddenino assistente regia, Giulia Garello segretaria edizione e foto scena, Donata Columbro foto scena, e la rediviva punk Silvia che ci è venuta a trovare per un paio d'ore.
Senza dimenticare gli attori, Mohamed Alì, Fatjon, Ingrid, Lucian e Emil.



Innanzitutto dico che abbiamo avuto un gran culo ad avere 3 giorni di perfetto sole senza nemmeno una nuvola, cosa che a Novembre è davvero complicato. Ma il sole in un set da gioie e dolori. Si muove, si muove  tanto in fretta e bisogna fare in fretta a fare le cose prima che non sia già dall'altra parte del cielo, o, come capita oramai alle 16;30,  prima che cada oltre l'orizzonte nel suo quotidiano riposo.

Questo condiziona moltissimo la tua giornata. Il Sole è la lampada più potente del mondo. E come tale da una luce immensa, che cerca in tutti i costi di entrare dentro l'obiettivo. A me sono sempre piaciuti i riflessi del sole sulla lente, quindi me lo faccio anche andare bene. A volte è proprio invasivo e sei costretto ad inventarti qualcosa per limitare questo effetto. In più se gli attori sono di spalle al sole, per evitare di avere delle silouette parlanti siamo costretti a rimbalzare la suddetta luce con dei pannelli riflettenti sul volto degli attori.

Ecco per esempio un momento tipico dei nostri ciak.



 
Abbiamo cercato di dare una soluzione fotografica alle immagini, per la cronaca tutte in esterno, attraverso la scelta di un filtro giallo-arancione applicato davanti all'obiettivo. Questo perchè avevo chiesto al direttore della fotografia, Umberto Costamagna, delle immagini calde. Volevo dare a tutto il corto un effetto di colore tipo tramonto in autunno, con il giallo-rosso del sole e le foglie gialle sugli alberi. Umberto mi ha accontentato. Abbiamo valutato la soluzione di pre-impostare la camera lavorando sul bilanciamento del bianco e altri parametri. Troppo complicato. Abbiamo valutato anche la soluzione di dare questo effetto tutto in post-produzione, ma considerato che il segnale digitale si sporca se subito a troppi trattamenti, abbiamo optato per la soluzione "filtro naturale". E' la prima volta che giro con qualcosa di definitivo davanti all'obiettivo, ma il risultato è piacevole. Appena acquisisco le immagini metto qualche frame.

Per quanto riguarda la camera, pensavo di usare una HD. Avessi aspettato qualche settimana avrei usato la versione HD della mia Panasonic. A Torino mi costava troppo noleggiarla, la Sony fa schifo, così ho usato la mia tanto cara e amata Panasonic DVX102B, che ancora una volta ha fatto il suo ottimo lavoro. Il prossimo sicuramente userò la versione HD, ora so dove andarla a prendere.



Ringrazio Donty per le sue foto di scena (che un giorno forse mi darà) e anche la solita Heidi, che non si è lasciata scoraggiare dalla Nikon di Donty e ne ha fatte anche lei un sacco.
Il prossimo post vi aggiorno con altri dettagli e foto sul corto.

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giovedì, 01 novembre 2007

Ci Siamo - Arriva Ampelman

Finalmente ci siamo. Dopo mesi passati a pensare e a ripensare la sceneggiatura, a coreggere migliaia di cose, dopo settimane passate a cercare attori e a preparare tutto, dopo una settimana di prove con gli attori, dopo giorni di scongiuri anti-maltempo, eccoci arrivati finalmente a questa nuova avventura cinematografica, minore, se si considera la mole di lavoro legata ad "Isole", ma ugualmente importante proprio perchè il mio primo lavoro "Dopo-Isole", Ho sempre timore del "dopo-qualcosa" perchè spesso ti fa smarrire tante cose, voglia, determinazione, costanza, esercizio. Devo dire che nonostante mi sia un pò arrugginito in produzione, mi sono tenuto sempre impegnato nei mesi e la voglia di andare avanti è quella di sempre, per fortuna.

Dunque Ampelman. Che dire? Aggiungiamo un nuovo tassello lungo questo percorso. Per ora tutto è ancora un pezzo di carta, e un cumulo di pensieri. Questa è la cosa magica. Hai una cosa in testa, che puoi solo immaginare. Poi l'immaginazione si concretizza in una forma ben precisa. Da domani, per 3 giorni, le immagini si annulleranno piano piano, dando spazio ad immagini, suoni, e quant'altro. Sicuramente ci saranno migliaia di problemi, come al solito, ma ce la faremo, in qualche modo, ce la faremo.

Mi sento ancora in un'immensa fase sperimentale, libero di muovermi un pò a piacimento, alla ricerca di un linguaggio definitivo che forse non si potrà mai avere. E' come avere un'idea fissa nella vita e non cambiarla mai. Le cose hanno una visuale diversa col passare del tempo, e anche la creazione di un film ha un suo tempo e un mio tempo, che si incontrano, per poco, e poi si lasciano. Quello che rimane lo vedremo e spero, vedrete tutti, tra breve, a lavoro terminato.

Se tutto va bene presenteremo questo corto a "Spazio Anteprima" a Torino, 12-13-14 Dicembre, prima di provare a distribuirlo un pò nei vari festival.

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