venerdì, 24 ottobre 2008

Il pensiero non è mai unico

Distratto dagli eventi della vita, mi sono così accorto che il mio personale appuntamento con questo blog si è un affievolito. In realtà non avevo gran che da dire, in realtà non so bene se quersto blog sia adatto per scrivere certe cose, e in realtà sto cercando di capire che ne sarà di questo film che non ho ancora idea se sia stato preso o meno al TFF di quest'anno, e forse in merito devo dire di aver un pò peccato di presunzione. Difatti, ho legato l'uscita a questo evento, in una sezione, quella di Italiana.Corti, abbastanza complessa e ardua per questo festival, abiutati forse a ben altri budget e case di produzione. Avrei potuto partecipare ad una sezione minore, la Spazio Torino, però non mi andava, perchè ci ho speso un sacco di soldi, perchè per me non era una vetrina poi così importante, perchè, ripeto, sono presuntuoso. Probabilmente si, la presunzione e  la cocciutaggine è una cosa che mi ha sempre fatto guadagnare e perdere tante cose, ed ora, che fingo di legare il mio futuro professionale agli sbocchi di questo dannato corto, che poi dovrebbe diventare un film, che poi....uff.....mi sento di non aver fatto abbastanza. La vita mi richiede concretezza, e così mi sto perdendo negli anfratti più assurdi di questa simpatica Torino. Forse ho bisogno semplicemente di nuove idee e nuovi slanci, perchè la vita randagia dopo un pò ti distrugge, e così, in questi anfratti, riesco a riscoprire la dimensione umana, la società civile che avevo così perduto in tutto questo tempo, stupidamente legato ad una dimensione spirituale, riflessiva, interiore, che a dire la verità, (a)non mi porta a un cazzo, (b)è distante dalla realtà e quindi non immediata, (c) mi fa essere distante dalla realtà.

E così, quello che sembrava essere un pensiero unico del divenire, è esploso, come dopo l'impatto di una boccia di vetro a terra, ed ora si è sparso, appunto, tra questi anfratti, fatte di tante cose, belle e brutte. Perchè mi piacerebbe cominciare ad avere una vita dignitosa e serena, che fin'ora mi è stato difficile fare, perchè comincio a perdere un pò la pazienza nelle cose troppo lente, perchè comincio a non capire cosa diavolo fare, e soprattuto perchè farle. Ecco mi sono posto per la prima volta il perchè una persona dovrebbe fare cinema, così come lo intendo io. E non mi sono dato una risposta concreta. Perchè anche questa è una forma di presunzione. Comunicare il tuo sguardo attraverso la finzione è una forma, se vogliamo un pò raffinata, di presunzione, ma lo è e basta. E forse mi sono stufato, forse non mi sembra di aver raggiunto i risultati sperati, forse dovrò aspettare e faticare ancora, o forse ho già aspettato e fatica abbastanza da essermi stufato. Forse, come il personaggio di Rendez Vous, sto aspettando qualcosa, e mi sto perdendo da qualche parte. E soprattuto mi sono accorto di una cosa: ora ne sono sono sicuro, Rendez Vous ha predetto come sarebbe stata la mia vita nel breve termine.

Dunque ora, in attesa (oramai è imminente), di un responso (probabilmente negativo) dell'alta corte di Moretti&Co (anche se non me ne frega più nulla), raccolgo i numerosi frammenti persi per terra, e li ricompongo, un pezzo alla volta, sperando di raggiungere nuovamente quel pensiero unico, più forte e più determinato, che forse in fondo non ho mai avuto.

postato da roriccio alle ore 23:26 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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