Il tema del "dopo" è un qualcosa che ho già affrontato tempo addietro, se non sbaglio dopo la "prima" di ISOLE. E' una sensazione che avverto spesso, dopo tanto faticare per un obiettivo che porti a termine. L'ho avvertito dopo le riprese del film, ed ancora una volta, ora, dopo aver finito il montaggio, con quella copia in mano. E dopo la frenesia, l'adrenalina, il muoversi più o meno razionalmente qua e là, che ti accorgi che, alla fine di tutto, ti è rimasto un vuoto dentro. Perchè dopo mesi e mesi quel che ti rimane è un "punto e a capo". Si, daccordo, c'è un espereizna in più sulle spalle, c'è un film tanto voluto e che ora lascio a me il compito di utilizzarlo, il compito di "farlo vedere", ovvero il fine ultimo di tutto questo "muoversi".
Si, punto e a capo, ancora una volta, nelle personali spossatezze e nel voler, irrimediabilmente, ricercare dentro e fuori le motivazioni e le sensazioni che mi portano all'inizio di una nuova avventura. Comincio a sentire il suono delle sirene su questioni accantonate da tempo, a cui sto rimettendo mano, perchè è forte la volontà di ricominciare a puntare dritto al prossimo obiettivo. E il vuoto di cui parlavo, alla fine di un viaggio, forse è proprio questo.
Si, sono ritornato a scrivere, nell'attesa di un qualche riscontro del lavoro appena svolto, perchè voglio essere sempre pronto, perchè le attese mi struggono, perchè è ora di affrettarsi al raggiungimento di traguardi importanti, e perchè ho notato che lasciarsi trascinare dalla malinconia del"dopo", è l'esperienza più faticosa da sopportare, e da superare.