Ci sono due cose che non riesco a fare nella mia vita: fare dei piani per il futuro e scrivere su questo blog, più tante altre che in questo esatto momento mi premono meno.
Dopo aver vagato, e sudato, e faticato altrove per più di un mese ritorno a Torino felice di aver raggiunto l'obiettivo prefissato, e che fino all'ultimo sembrava vacillare nelle incertezze, ovvero il giraggio di questa nuova mia esperienza cinematografica oltre confini (Tnisia per la precisione), e una serie di conferme individuali sull'esercizio di questa professione di cui avevo proprio bisogno in questo esatto momento della mia vita.

Di tutta questa esperienza ho sempre pensato in questi giorni che sarebbe stato divertente raccontarla. Ma se penso bene alle cose, a tutto quello che ora dopo ora, giorno dopo giorno, ho vissuto, di tutto questo, tutto è fin troppo bene conservato dentro di me, e forse non mi va più di tanto di scomodare nessuno.
Quando la vita diventa un escalation di sorprese, di situazioni, quando la vita diventa piena e complessa, e quindi meravigliosa, non c'è pausa, non c'è racconto. Si respira, e si va avanti. E di tutto questo mi piacerebbe avere il ricordo, e di ravvivarlo ogni volta con questo film, che da domani è ufficialmente in montaggio. Si, The secret (questo è il titolo definitivo), esiste, ed esisterà, e solo il tempo mi dirà che ne sarà.

Sono molto curioso di vedere che ne è uscito. Ma per la prima volta ho sentito tutto quello che il mestiere richiede, nel bene e nel male, e per quanto le esperienze dovrebbero avere sempre una seconda chance per essere perfette, ma allora non sarebbero esperienze, dico che è stato il massimo che ho potuto fare. Non il meglio, ma il massimo. Quindi il meglio. Si, in definitiva penso per la prima volta di aver scritto e girato un qualcosa che mi soddisfa.

In attesa della Tunisia, in attesa di un pò tante cose e in attesa di umori migliori, vi annuncio che il famigerato ultimo mio lavoro, ovvero Rendez Vous, è stato selezionato all'interno del festival torinese "Piemonte Movie 2009", sottotitolo "Un anno di cinema sotto la Mole". Si tratta di un interessante rassegna regionale che raccoglie un pò il meglio di quanto fatto nel 2008 da parte di autori, registi e produzioni piemontesi, tra cortometraggi, lungometraggi e documentari. Si tratta di un appuntamento interessante perchè all'interno di un contesto, quello del cinema, che a Torino, per i Torinesi, non è sempre così scontato, anzi. Così come avevamo l'anno scorso proiettato Ampelman e Isole, quest'anno ci presentiamo con una sorta di anteprima, frutto di un recente lavoro di rimontaggio e colore che mi piacerebbe rivedere sul grande schermo.
Questi gli appuntamenti:
VENERDI 6 MARZO CIRCOLO CULTURALE ANTONICELLI, TORINO dalle ORE 22.30
GIOVEDI 12 MARZO CINEMA EMPIRE TORINO dalle ORE 20.00
Ecco anche la specie di trailer che tempo fa tentai di fare:
Si sono concluse le fasi preliminari del montaggio necessaria per la spedizione della copia del film per il Torino Film Festival. Ora si tratta di aspettare una risposta, e nel frattempo procedere con i perfezionamenti. In primis la color correction, fatta solo in modo molto parziale ma che necessita di un restyling definitivo generale. E poi qualche aggiustatina sull'audio, che però questa volta, a differenza delle altre, parte da un livello molto molto alto. Detto questo il lavoro legato a questa prima porzione di film può considerarsi concluso. Se il "prima" e il "durante", bene o male appartengono già al passato, a parte gli strascichi contabili ancora in sospeso (ho dovuto anche imparare a badare al lato burocratico del film), penso di essere entrato prepotentemente nella fase del "dopo", che ogni volta è una bella incognita.
Nell'attesa di organizzare il festone con la proiezione del film si tratta ora di organizzare una strategia furba per capire un pò che farsene di questo film e della mia vita professionale. Domande senza risposta.
Nel frattempo mi concedo un pò di riposo dopo mesi e mesi a rincorrere il tempo e gli eventi, e soprattutto ringrazio il mitico "utente anonimo" che da un pò mancava su questo blog, che continua, nonostante l'età preoccupante e i fallimenti di una vita spesa probabilmente male, a sofgare la propria frustrazione qui dentro, costringendomi a moderare i commenti dei post...vabbè, pazienza...
Ritornerò con delle news...speriamo...

Dopo la fatica del pre-film e del set, ora mi trovo nuovamente con me stesso, nella solitudine di 4 mura, mentre Torino è sempre più deserta. Apparentemente triste, ma il montaggio di Rendez Vous è finalmente cominciato. Sono giorni di assemblaggio dove vedi e rivedi, quindi ripensi, e che fino ad una versione definitiva di scena, con audio, musica e color correction svolta, non potrò e non riuscirò a capire bene che cosa ne sia uscito, al di là del giudizio sulle singole immagini, che trovano il tempo che trovano. Perchè la difficoltà sta proprio nel momento in cui capisci realmente quello che hai montato. E' il momento in cui devi trovare una svolta e quello che non ti convince, il momento in cui prendi, con dispiacere, delle scelte. Il momento in cui capisci realmente che diavolo hai scritto su quella cazzo di sceneggiatura in tempi che non ricordi più neppure. E' appunto il momento in cui ritrovare la sintonia di quel tempo passato, in chissà quale momento, in cui mi ci sono messo a scrivere queste cose, spinto da un livello emotivo che ora è tuto da ricreare. E proprio per il fatto che la sceneggiatura abbia avuto una gestazione lunga e complessa, il lavoro da me da fare, per ritrovare il senso reale di quello ho cercato di ricreare, è molteplice e complicato. Per questo per fortuna o purtroppo ho sempre voluto montare qualsiasi cosa io abbia girato. Perchè so perfettamente il senso che aveva ogni singolo aspetto del film, e non so se con un montatore esterno riuscirei a creare il feeling adatto. E questo se da una parte possano sembrare eccessi di pignoleria e manie di perfezionismo, e quindi annoverarli tra le cose positive, dall'altra ti pone un dubbio: "ma così facendo, non rischio di finire il lavoro senza un filtro esterno (che il dovuto distacco, come quello di uno spettatore qualunque, sicuramente ha) e quindi fare un qualcosa che possa dire qualcosa solo a me? Mi spiego. Non si finisce per ossere solo forzatamente presuntuoso il pretendere che altri, possibilimente tutti, possano apprezzare o magari solo semplicemente cogliere quelle sottili sfumature di cui il film è composto?". Rispondo da me. Si, c'è il reschio ed è forte. Soprattutto per un film autoriale come questo. E quindi, alla fine, come è successo per Isole, proverò a coinvolgerlo questo benedetto filtro esterno.......

Difatti tutto questo per dire che sto montando, scena per scena, cercando di mettere meno mano a scelte definitive, facendo più o meno quello che è scritto in sceneggiatura, parola per parola, movimento per movimento. Infatti il film sarà lunghissimo. E ti fa capire come calcolare meglio i tempi stimati di lunghezza di un film, che per questo è stato stimato sui 25 minuti, ma che montando tutto, supera i 30 sicuramente. Sicuramente dovrò segare tantissime cose, alcune dolorose, ma per ora non voglio pensarci. Entro 3 giorni avrò il pre-montato di tutto, e lì comincia la seconda fase: ....4 occhi vedono meglio di 2....Difatti mi incotrerò con i i gerarchi del film per condividere delle scelte estreme, dove prima di venirne a capo ne passerà di tempo, e registrare la famosissima voice over di Mr. Federico Bava, che scalpita giustamente per le vacanze e non ce la fa più a starmi dietro...E quello è il momento in cui il film comincia ad essere definitivo. E dopo alcune correzioni si dà un vero e proprio lifting finale, ovvero una mano di nuovo colore ad ogni immagine.

Come vedete è chiaro che rispondere alla domanda "Come procede il montaggio?", che in tanti mi stanno facendo in sti giorni, sia assolutamente impossibile per me. Sto assemblando meccanicamente, attendendo ore e ore di rendering per acquisire quelle immagini di qualità altissima che devo però comprimere, non potendo permettermi il computer della NASA per montare questo film. E così aspetterò limitandomi a non impazzire senza riuscire quasi a vedere il colore del cielo. Perchè ci siamo quasi. Manca tanto ma tanto è stato fatto, tantissimo. Sto preparando anche il primo trailer, che mi conosco, lo cambierò altre 15 volte, ma nella prossima settimana vorrei metterlo già in rete. E allora da lì in poi mi tranquillizzerò...anche se la data di scadenza di iscrizione del film al prossimo Torino Film Festival si avvicina drammaticamente.
......nel frattempo ho aggiornato la sezione Gallery del sito del film...